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Il libero pensiero ovvero Giordano Bruno
Mettersi contro i potenti. mettere in dubbio le idee dominanti-non accettare ciò che ti viene imposto per dogma-autorità-o in nome della scienza condivisa e accettata prima di te. Allora come oggi ce n'è abbastanza per essere esiliato- perseguitato e condannato a morte o al carcere a vita. Era un bastian contrario ma non perché gli piacesse polemizzare bensì perché a ragione, era convinto di aver ragione.
Filippo Bruno nacquea Nola vicino Napoli da padre soldato e madre padrona di casa Nell’anno 1548.
La sua Famiglia non aveva i mezzi per farlo studiare e così all’età di 14 anni entrò in un convento di Domenicani, dove una volta assunto il nuovo nome di Giordano ebbe modo di studiare e maturare molte delle sue idee e inoltre divenne all’età di 28 anni dottore in teologia. Due anni dopo, nel 1576 commise l’errore di discutere di teologia senza preoccuparsi di nascondere le sue idee che erano in contrasto con vari dogmi della chiesa. Inquisito per evitare il tribunale ecclesiastico dovette fuggire. Sostò dapprima sempre per brevi periodi in varie città d’Italia.
Ma l’Italia era troppo pericolosa per lui, così , già nel 1578 era in Svizzera dove ebbe modo di proporre ben 10 correzioni al dogma calvinista, scomunicato dovette fuggire.
Passò quindi in Francia e nel 1581 fu a Parigi alla corte di Enrico III che sperava di apprendere da lui le sue tecniche di memoria.
In perenne polemica ora con un prelato di questa o quell’altra confessione religiosa ora con questo o quel cattedratico universitario passò brevi periodi in Inghilterra poi in Germania dove venne scomunicato dai Luterani, poi a Praga e Wittenberg, infine a Francoforte dove ebbe una maggiore tranquillità.
A quel punto aveva girovagato per 14 anni fra corti e università Europee.
Il suo pensiero che in gran parte si era formato nella prima metà della sua vita ma non aveva mai cessato di evolversi e ampliarsi consisteva in una forma di panteismo, l’Universo era Dio e come Dio era infinito e non limitato. Dio era unico come nell’eresia di Ario e quanto ai santi aveva già provveduto in età conventuale a sbarazzarsene anche materialmente, nella sua cella non ve n’erano immagini.
Era contro il sistema Tolemaico per il quale il sole e i pianeti ruotavano attorno alla terra ed era per il sistema eliocentrico copernicano, ma si spingeva più oltre, le stelle erano tanti sistemi solari ed esistevano molti mondi abitati. Tutto era pervaso di Dio e tutto aveva un anima perfino le pietre. La materia poi era formata da particelle infinitesimali.
Era matematico, astronomo, scienziato, filosofo, teologo e mnemotecnico, studiò perfino la magia quando fu a Praga, città di misteri.
Dei suoi pensieri e delle sue teorie scrisse molti libri che sarebbero stati poi messi all’indice dalla censura papale.
A Francoforte la sua vita scorreva abbastanza tranquilla e non si capisce perché a seguito dell’invito del nobile veneziano Mocenigo nel 1592 perché gli insegnasse la mnemotecnica decise di recarsi a Venezia.
Pare che fra una lezione e l’altra il nobile Mocenigo lo scopri a copulare con la sua signora, così lo mise in catene e mando al tribunale dell’inquisizione una denuncia per eresie varie e assortite. Pare è la parola giusta, altri e meno piccanti sembrerebbero i motivi, un dissapore perché il nobile non riteneva gli stesse insegnando tutto quel che era nelle sue aspettative, ad esempio , o altro.
Preso in carico dall’inquisizione e trasferito a Roma, subì 7 anni di carcere.
Il 21 dicembre 1599 rifiuta di abiurare. L’8 febbraio1600 viene emessa la sentenza di condanna.
Il 17 febbraio 1600 viene arso vivo a campo dei fiori con un pezzo di legno in bocca che altrimenti avrebbe arringato la folla.
Nello stesso posto nel 1889 verrà eretta la sua statua con lo sguardo diritto verso il vaticano, lui ancora vivo seppure morto e quegli altri già morti seppure vivi.
Il tempo gli ha reso giustizia.
N.d.A.- ci sono tanti Giordano Bruno piccoli e grandi, liberi pensatori, che combattono contro poteri piccoli e grandi, nella storia come ai giorni d'oggi, e il rogo vero o figurato è sempre acceso, ma lasciano una traccia indelebile nella storia del pensiero.
Di chi accende i roghi invece, non resta memoria.
Costoro ammirati e temuti in vita,
finiscono nel bidone della spazzatura della storia delle idee.